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UNA CARTA ETICA PER IL PRESENTE E IL FUTURO DEL PACKAGING

21/08/2019 Corporate 

Sostenere idee solide guardando al futuro. È questo lo scopo della Carta Etica del Packaging, una carta che raccoglie principi condivisi per progettare, produrre e utilizzare gli imballaggi in maniera consapevole, attraverso il coinvolgimento di progettisti, produttori e trasformatori.

Un progetto sempre aperto a nuovi partecipanti, fondato sulla solida azione dei firmatari, che si impegnano ad agire secondo dieci punti significativi, darne un’opportuna diffusione e, ovviamente, svolgere un’attività di promozione dei contenuti.

La “Carta etica del Packaging”, in vigore dal 2015, è una dichiarazione di principi che richiama all’impegno collettivo, con lo scopo di rilanciare l’imballaggio verso una prospettiva futura, aprendo un confronto dinamico tra tutti i protagonisti della filiera produttiva/distributiva e i consumatori.

La cultura dell’imballaggio

Immaginare un mondo senza imballaggio è di fatto impossibile: consumare acqua, alimenti e avere accesso a beni di ogni altro genere, come i medicinali, sarebbe infatti impraticabile. L’importanza del packaging è sotto gli occhi di tutti, ma troppo spesso viene data per scontata dal consumatore, che non lo riconosce come uno strumento indispensabile per la vendita dei prodotti ad uso quotidiano. Per questa ragione il tema dell’imballaggio necessita di una profonda sensibilizzazione, non solo a proposito di ecosostenibilità, ma anche per creare una condivisione di punti di vista ed esigenze.

Perché creare una carta del packaging 

La Carta etica del Packaging nasce come proposta di promozione di una corretta cultura dell’imballaggio, dando testimonianza di attenzione e rispetto da parte dell’industria ai diritti dei consumatori.  Il progetto ha saputo consolidarsi grazie all’incontro concreto tra il mondo della ricerca universitaria, dell’editoria di settore e delle associazioni rappresentative delle imprese. Vuole essere uno strumento finalizzato a collegare obblighi e diritti dalla produzione al consumo, un documento aperto che sollecita l’impegno di tutti i soggetti coinvolti nella progettazione, nella produzione e nell’utilizzo degli imballaggi. In questo modo viene di fatto creata una sorta di “contratto” tra gli attori del mondo del packaging, affinché si impegnino a condividere un percorso da intraprendere insieme.

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Dieci solidi punti per affermarsi: le regole 

La carta del packaging si propone così di rappresentare un significativo punto di partenza, uno strumento che contribuisce in maniera attiva all’affermazione del mondo dell’imballaggio. Di seguito i 10 punti cardini per il packaging:

1. Responsabile. Ha una responsabilità sociale verso tutta la comunità: nella progettazione, nella produzione e nell’utilizzo. È proprio di questo principio che i designer devono essere consapevoli nel momento in cui si trovano a progettare un packaging, ponendo al centro il consumatore con i suoi bisogni e necessità.

2. Equilibrato. Deve proporsi con una giusta misura, quanto basta e quanto serve. Non deve esagerare nelle promesse, veicolando informazioni eccessive finalizzate a distrarre il potenziale acquirente e consumatore.

3. Sicuro. Il packaging deve tutelare gli individui e la comunità in maniera sana e sicura, in tutto il suo ciclo di vita, fornendo le informazioni necessarie alla filiera produttiva e alla propria tracciabilità.

4. Accessibile. Ha il compito di proporsi in modo “facile” e intuitivo a chi lo utilizza. Deve garantire l’accessibilità al prodotto anche a tutti i soggetti più deboli indipendentemente dalle loro differenti abilità sensoriali permettendone un utilizzo immediato.

5. Trasparente. Costruisce un rapporto immediato e sincero con il destinatario, nel pieno rispetto delle norme. Attraverso la qualità della trasparenza riesce a sviluppare un rapporto di fondamentale fiducia con il destinatario.

6. Informativo. È in grado di garantire la miglior informazione, quella utile e necessaria. Riporta tutte le informazioni fondamentali alla conoscenza del contenuto e del suo imballaggio, al loro utilizzo e allo smaltimento.

7. Contemporaneo. Sa essere in costante relazione con la società della quale rappresenta i valori, riflettendone la cultura attraverso forma, grafica e simboli. Il packaging ha un compito fondamentale, evitare la diffusione di stereotipi in grado di ostacolare una società equa.

8. Lungimirante. Si pone in una corretta relazione con il proprio futuro. Lo sviluppo del packaging deve infatti implicare un impegno costante sul fronte della ricerca e dell’innovazione, sapendo accogliere tutti i mutamenti necessari.

9. Educativo. Essendo un oggetto diffuso e accessibile a tutti, sa farsi carico della propria funzione educativa. Uno strumento portatore di valori inserito nella quotidianità, in un dialogo costante con il proprio destinatario.

10. Sostenibile. È rispettoso dell’ambiente. L’imballaggio sostenibile è ideato, fabbricato e riciclato utilizzando energie rinnovabili ed energie pulite, riducendo la quantità di materiali utilizzati, con l’obiettivo di recuperarlo efficacemente dopo l’utilizzo. Ha il compito di proteggere il prodotto, dalla filiera produttiva al consumatore finale, allungando la shelf-life del suo contenuto e riducendo la produzione di scarti e rifiuti.

 

 

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