Storia del caffè

STORIA DEL CAFFÈ in Italia e nel Mondo

12/05/2020 Consigli 

La storia del caffè racconta l’affascinante percorso della bevanda più consumata e apprezzata nel mondo. Ottenuto dalla macinazione delle bacche di alcune specie di piccoli alberi tropicali appartenenti al genere Coffea, di cui si contano più di 100 specie, dal punto di vista commerciale le varietà di caffè più consumate sono l’Arabica, la Robusta la Liberica e l’Excelsa.

La storia del caffè è un viaggio che porta con sé tradizioni e gusti differenti caratterizzati da due elementi fondamentali: il suo fantastico aroma e le proprietà della caffeina. Da dove viene il caffè e quali sono gli aneddoti che lo hanno reso una delle bevande più consumate al mondo è da sempre materia di interesse da parte di cultori, appassionati e consumatori.

Una storia che ha il suo inizio nei chicchi, le bacche di una pianta scoperta per caso da un pastore dell’altopiano di Koffa (da cui avrebbe origine il nome “caffè”) in Etiopia. Un giorno le sue capre iniziarono a mangiare le bacche e le foglie di un arbusto di caffè; arrivata la notte, anziché dormire, si misero a pascolare con una energia mai vista prima di allora. Il pastore vedendo la scena, individuò la causa nei semi mangiati dal suo gregge. Una volta raccolti, li abbrustolì, li macinò e ne fece un’infusione, ottenendo così il caffè. Scopriamo insieme la storia del caffè in Italia e nel mondo.

 

Da dove viene il caffè

 

Da dove viene il caffè?

Da dove viene il caffè? Una domanda ricorrente in quanto molto spesso si è dibattuto circa la paternità della bevanda. La storia del caffè porta con sé numerose leggende: la più accreditata, come detto, vuole la sua origine nel IX secolo, in Abissinia (attuale Etiopia). Da lì le bacche di caffè vennero poi esportate in tutta la penisola araba, che aveva nella città di Mokka il proprio centro di riferimento per il commercio. Le conquiste dell’Impero Ottomano permisero al caffè di radicarsi definitivamente nel mondo Musulmano dove, complice l’impossibilità di consumare bevande alcoliche per motivi religiosi, questo divenne il “vino dell’Islam”. La conservazione, la rivendicazione e il patrimonio di queste bacche restarono di matrice araba che ne impedì l’esportazione fino al 1600 quando alcuni commercianti olandesi riuscirono a trafugare qualche pianta, portandola con successo in Europa.


Storia del caffè: una vera e propria cultura

Al primo tentativo di coltivare le bacche di caffè nel sottosuolo europeo seguì la strategia più efficace messa in pratica dalle potenze coloniali europee di coltivarlo sul territorio africano controllato.

Nel 1700 iniziarono a diffondersi in tutta Europa dei veri e propri spazi della cultura dedicati al consumo della bevanda, che ereditarono da essa il loro nome. Luoghi di aggregazione ideali, in cui era possibile anche sviluppare dibattiti politici, frequentati da uomini colti, filosofi e scrittori che si davano appuntamento per conversare e bere caffè tanto da trasformarli nel periodo dell’Illuminismo in circoli letterari. Ormai diffusosi a livello internazionale, il caffè divenne nel 1800 una vera e propria bevanda del popolo, tanto da raggiungere nel secolo successivo l’apice di una storia che l’ha condotto fino ai giorni nostri. 

Caffè italiano

 

Caffè italiano e Moka: una grande tradizione

Il caffè italiano e la Moka rappresentano due consuetudini diffuse nell’immaginario collettivo mondiale. Nonostante il percorso del caffè in Italia non sia stato semplice, in quanto all’inizio per la Chiesa si trattava di una bevanda non pura, il Belpaese ha saputo valorizzare al meglio le potenzialità del caffè, ideando metodi di preparazione in grado di esaltare al meglio l’aroma estratto dai chicchi.

Il caffè approdò a Venezia nella seconda metà del XVI secolo grazie ai mercanti veneziani e il primo a descriverne le qualità fu il medico e botanico padovano Prospero Alpino. Inizialmente il caffè era una bevanda molto costosa riservata agli aristocratici e il suo gusto inizialmente non piaceva. Alla fine del Seicento il caffè cominciò ad affermarsi come bevanda degli intellettuali per eccellenza: la prima caffetteria aprì a Venezia nel 1683. Nel 1900 ci fu la svolta. La tecnologia si applicò alla tecnica di produzione, ideando la macchina espresso e la caffettiera Moka. La prima macchina da caffè espresso con funzionamento a vapore risale al 1901, quando l’ingegnere milanese Luigi Bezzera ottenne il brevetto, attraverso l’intuizione dello sfruttamento dell’alta pressione per filtrare il macinato. Un’altra tappa fondamentale si colloca invece nel 1933, quando l’imprenditore Alfonso Bialetti inventò la Moka, sfruttando il principio di salita dell’acqua portata a ebollizione. Due importanti invenzioni Made in Italy che hanno stimolato l’impulso verso una continua ricerca tecnologica.

Caffè espresso

 

Storia del caffè: l’espresso al bar

Il termine espresso ha due significati. Esso fa riferimento sia al fatto che questa bevanda è ottenuta tramite l’infusione sotto pressione che alla sua preparazione rapida fatta al momento (originariamente avveniva in 45 secondi). La paternità del caffè espresso, inteso nella sua consumazione come crema consistente nella tazza, è affidata all’incontro tra Achille Gaggia e Antonio Cremonese, due baristi milanesi i quali seppero sostituire la macchina espresso a vapore con una a pressione in grado di sfruttare un sistema di pistoni che spingeva l’acqua ad alta temperatura attraverso la polvere di caffè. Il suo prodotto finale è il caffè espresso così come lo consumiamo al bar, denso e cremoso, privo di sapore bruciato. L’aroma intenso ha sancito la diffusione in tutto il mondo della “crema caffè espresso“, detta poi “all’Italiana”: uno dei simboli più famosi del “Made in Italy”.

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