Imballaggio

IMBALLAGGIO PRIMARIO, SECONDARIO E TERZIARIO: quali sono le differenze?

19/05/2020 Consigli 

Imballaggio primario, secondario e terziario: tre tipologie importanti con un unico obiettivo, quello di proteggere e tutelare il prodotto in tutte le fasi del trasporto e del maneggiamento dalla produzione, attraverso la vendita fino al consumatore. L’imballaggio è un elemento indispensabile adibito a contenere e proteggere merci, alimenti e molto altro.

La qualità del packaging, è definita dalle sue caratteristiche: oltre alla sua funzione di mantenere inalterate le proprietà del prodotto contenuto, deve essere resistente durante il trasporto, semplice nell’utilizzo, sostenibile ed in grado di saper rispondere ad alcuni principi di design comunicativo e di marketing.

Come già anticipato, esistono tre categorie nelle quali gli imballaggi vengono suddivisi in base alla funzione svolta. Scopriamo insieme quali sono e come si differenziano. 

Imballaggio primario

 

Imballaggio: dalle funzioni indispensabili al marketing

Ogni tipologia ha il principale compito di custodire fisicamente il prodotto, proteggendolo  dagli agenti esterni per tutta la filiera dal luogo di produzione fino al consumo: un vero e proprio facilitatore d’uso che, oltre ad essere resistente, leggero e pratico da usare, non deve incidere eccessivamente sul costo finale del prodotto. Inoltre negli ultimi anni il packaging ha acquisito sempre di più il compito di comunicare e promuovere  il proprio contenuto fornendo informazioni fondamentali come quantità, modalità di utilizzo e data di scadenza.  Tecniche e strategie di marketing hanno così assunto un peso influente, puntando su meccanismi estetici il cui scopo è evidenziare determinate caratteristiche di qualità per invogliare il consumatore all’acquisto.

Caratteristiche fondamentali che coinvolgono in successione le tre tipologie di imballaggio primario, imballaggio secondario ed imballaggio terziario. 

Imballaggio secondario

Imballaggio primario: unità di vendita per il consumatore

Per imballaggio primario intendiamo il packaging che contiene o racchiude direttamente i prodotti, entrando in stretto contatto con gli stessi. Di fatto si tratta dell’ultima linea di difesa tra quanto contenuto ed il mondo esterno. La tipologia di materiale utilizzato influenza particolarmente la resa della conservazione e della qualità, permettendo in maniera qualitativamente differente di trasportare beni alimentari e non.

 L’imballaggio primario consente inoltre di poter garantire la marcatura obbligatoria per Legge con le informazioni fondamentali, al fine di tutelare ed informare il consumatore. Alcuni pratici esempi di imballaggio primario sono le confezioni di prodotti alimentari, come i sacchetti di caffè, le buste di piatti pronti, i pacchetti di frutta e verdura. 

Imballaggio terziario 

 

Imballaggio secondario o multiplo

L’imballaggio secondario rappresenta il livello successivo di packaging, che permette di raggruppare e conservare singole unità di vendita. Definito anche come “multiplo”, non è mai a diretto contatto con il prodotto finale; tra i due è sempre presente il packaging primario, così che il contenuto possa essere rimosso senza alterarne le caratteristiche. L’imballaggio secondario, nel caso in cui raggruppi il prodotto in unità di vendita, ha l’obiettivo di catturare l’attenzione del consumatore durante l’acquisto. Per questa ragione la confezione è spesso studiata con determinate caratteristiche per scopi informativi o promozionali che ne determinano anche la disposizione sugli scaffali dei supermercati. Alcuni esempi di imballaggio secondario possono essere i sacchetti multipack come quello delle patatine o dei sacchetti di caffè formato famiglia.


Imballaggio terziario: semplicità e praticità

L’imballaggio terziario rappresenta il terzo livello del packaging. Delle tre tipologie è sicuramente quella maggiormente funzionale dal punto di vista della praticità, in quanto concepito ad esempio per facilitare la manipolazione o il trasporto dei prodotti verso i punti vendita. Permette permette così di trasportare contemporaneamente più imballaggi primari e secondari, evitandone rischi fisici o di contaminazione nel passaggio dalle aziende produttrici ai rivenditori. Alcuni esempi di imballaggio terziario possono essere grandi scatoloni contenenti piccole confezioni, macro pallet di scatole, ma anche gli involucri termoretraibili che avvolgono gli stessi. Prodotti protettivi finalizzati alla tutela di tutta la filiera di vendita, che difficilmente il consumatore riesce a vedere.

 

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